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Perin è rosanero: il Palermo risponde alla tegola Joronen con un portiere da Serie A

La lussazione alla spalla di Jesse Joronen ha aperto una voragine tra i pali proprio all'alba del campionato. Il Palermo l'ha chiusa con un nome che in Serie B suona come una dichiarazione d'intenti: Mattia Perin. Accordo con la Juventus a titolo definitivo, tre anni di contratto, visite mediche e firma. Chi è il portiere che Inzaghi si ritrova in dote e perché questo colpo pesa più di quanto dica il ruolo.

Perin è rosanero: il Palermo risponde alla tegola Joronen con un portiere da Serie A
Foto: archivio

C'è un modo per capire quanto un club creda davvero nella propria stagione: guardare come reagisce quando qualcosa si rompe. Al Palermo si è rotta la spalla di Jesse Joronen a una settimana dal via del campionato, e la risposta è arrivata in pochi giorni, con un nome che in Serie B non ha bisogno di presentazioni: Mattia Perin.

Accordo raggiunto con la Juventus per il trasferimento a titolo definitivo, contratto di tre anni, visite mediche e firma tra oggi e le prossime ore. Le cifre dell'operazione restano ballerine — c'è chi parla di un indennizzo simbolico legato ai bonus, chi di un paio di milioni abbondanti — e finché non arriva il comunicato conviene non affezionarsi a nessuna di quelle voci. Il resto, però, è già scritto: il Palermo ha preso un portiere da Serie A.

Come si è arrivati qui

La falla si apre il 17 agosto, al Barbera, nella notte del 2‑0 al Lecce in Coppa Italia: Joronen resta a terra dopo uno scontro in area e rimedia una lussazione alla spalla destra. Gli esami confermano il quadro peggiore, con uno stop stimato in un paio di mesi e l'ipotesi chirurgica mai davvero uscita dal tavolo. Per un portiere arrivato a essere un punto fermo, è la peggiore delle notizie nella peggiore delle settimane.

Alla prima di campionato tocca così a Mattia Fortin, che se la cava benissimo: 1‑0 alla Juve Stabia, lampo di Johnsen al quinto minuto, una parata pesante su Candellone e i primi tre punti davanti a oltre trentaduemila persone. Ma un campionato non si copre con una partita, e la dirigenza lo sa: il canale con Torino si riapre, la Juventus abbassa le pretese, Perin dà il suo benestare alla Sicilia. Domenica sera, a Torino, l'ultima apparizione in bianconero: entra nei minuti finali contro il Frosinone al posto di Vicario. Un saluto quasi in punta di piedi, dopo otto anni.

Chi arriva al Barbera

Trentatré anni, nato a Latina il 10 novembre 1992, Perin è uno di quei portieri che il calcio italiano conosce da sempre perché ha esordito prestissimo: 18 anni, maglia del Genoa, ultima giornata del campionato 2010‑11. Poi il Padova in Serie B, dove viene eletto miglior portiere del torneo, il Pescara, il ritorno a Genova, la fascia di capitano rossoblù e una serie di infortuni gravissimi — due crociati, una spalla operata — che avrebbero fatto smettere chiunque avesse meno testa di lui.

Alla Juventus ci arriva nel giugno 2018, pagato dodici milioni. Da allora, con due parentesi in prestito al Genoa, è stato il secondo portiere più affidabile del campionato italiano, pronto ogni volta che il titolare si fermava: nel 2022‑23 ha difeso la porta bianconera da titolare per un lungo tratto, nel 2023‑24 ha giocato tutta la Coppa Italia vinta, e nell'ottobre 2024 ha firmato la sua notte più famosa in Champions League contro lo Stoccarda, rigore parato compreso. In bacheca ha uno scudetto, una Coppa Italia e una Supercoppa.

Cosa cambia per Inzaghi

Cambia il livello della porta, e non solo per l'emergenza. Un portiere con quel curriculum in Serie B non è un tampone: è un messaggio, alla piazza e alle rivali. Pippo Inzaghi si ritrova una gerarchia da gestire — Perin, Fortin e, al rientro, Joronen — che in un campionato lungo trentotto giornate più eventuali playoff è un lusso, non un problema.

C'è anche l'aspetto che non finisce nel tabellino: un uomo che ha attraversato tre infortuni da fine carriera e ne è sempre tornato porta dentro uno spogliatoio giovane qualcosa che non si allena. Il Palermo di quest'anno ha un obiettivo dichiarato e nessuna voglia di nasconderlo; prendere Perin nel momento peggiore è il modo più chiaro di dirlo.

Il campo, come sempre, dirà il resto. Si comincia domenica 30 agosto ad Arezzo: e c'è la sensazione che tra i pali, stavolta, il Palermo dorma parecchio più tranquillo.