Palermo MCM — Since 1900
Il diario rosanero

La Bacheca Sportiva

Born Without Borders Cronache di fede rosanero
Storie

Da dove riparte il Palermo: il rimpianto, la rabbia e una promessa

L'eliminazione in semifinale playoff brucia ancora. Il 2‑0 al Catanzaro al Barbera non è bastato a cancellare il 3‑0 dell'andata, e la Serie A resta un rimpianto. Ma è proprio da qui, dalla ferita, che deve ripartire un Palermo che ha dimostrato di avere il cuore ma non sempre la testa. Un bilancio, e una promessa.

Da dove riparte il Palermo: il rimpianto, la rabbia e una promessa
Foto: archivio La Bacheca Sportiva

Passata la notte, resta la ferita. Il Palermo esce dai playoff in semifinale, battuto dal doppio confronto con il Catanzaro, e la Serie A che sembrava a un passo torna a essere un orizzonte lontano. Fa male, e sarebbe disonesto far finta di niente. Ma il calcio, per fortuna, non lascia troppo tempo per leccarsi le ferite: ricomincia sempre, e chiede subito di rialzarsi.

Il ritorno al Barbera, con quel 2‑0 di cuore e orgoglio, ha detto una cosa precisa: questa squadra le qualità per giocarsela le aveva. L'andata al Ceravolo, con il 3‑0 che ha pesato come una sentenza, ne ha dette un'altra, altrettanto vera: non è bastata la continuità mentale per esserlo davvero, squadra, per novanta più novanta minuti.

Il bilancio di una stagione a due facce

È stata un'annata di alti clamorosi e cadute inspiegabili. Le serate da grande squadra al Barbera e i blackout in trasferta. Il talento di Pohjanpalo, capocannoniere del torneo, e i troppi punti lasciati per strada contro avversari alla portata. Un Palermo che sa essere splendido e fragile, spesso nella stessa settimana.

Ora la parola passa alla società. Il progetto del City Football Group non cambia obiettivo: riportare il Palermo dove la sua storia dice che dovrebbe stare. Servirà un mercato intelligente, servirà sfoltire e rinforzare, servirà dare a Inzaghi una rosa più solida e meno lunatica. La ferita di maggio può diventare la benzina di agosto. A una condizione: che stavolta, la testa, non resti dimenticata nel pullman.