Nuova stagione, stessa fame: il Palermo che verrà
A pochi giorni dal via, è tempo di guardare avanti. Il Palermo si presenta al 2026‑27 con Inzaghi confermato, otto volti nuovi e una rosa ringiovanita, ma con lo stesso identico obiettivo: la Serie A. La delusione playoff brucia ancora e diventa carburante. Un editoriale sulle attese di una piazza che non sa accontentarsi.
C'è una cosa che a Palermo non cambia mai, stagione dopo stagione: la fame. Quella di una piazza che ha respirato la Serie A e la Serie C, che ha conosciuto le notti di gloria e le mattine di rifondazione, e che comunque, ogni agosto, si rimette in fila davanti al Barbera con la stessa domanda in testa. Quest'anno tocca alla Serie A tornare a essere non un sogno, ma un obiettivo.
Il Palermo che verrà ha una guida confermata, Inzaghi, e un volto in parte nuovo: otto innesti, una rosa più giovane, il colpo Strefezza a dare qualità là davanti. Sulla carta è una squadra costruita per stare nei piani alti. Ma la carta, in Serie B, si straccia in fretta: conta la continuità, quella merce rara che un anno fa è mancata nei momenti decisivi.
La delusione dei playoff è ancora lì, e va bene così: le ferite che non si dimenticano sono quelle che spingono a fare meglio. La nuova stagione parte con questa eredità, pesante e preziosa insieme. Alla squadra il compito di trasformarla in punti, alla piazza quello di spingere come sa fare. Il resto lo dirà il campo, dal primo pallone. La fame, quella, è già pronta.