Perth, la Juventus passa 2‑0: il Palermo saluta l'Australia a testa alta
Dall'altra parte del mondo, sotto le luci dell'Optus Stadium, il Palermo chiude la sua avventura australiana con una sconfitta che non lascia cicatrici. La Juventus vince 2‑0, ma i rosanero escono dal campo con la sensazione di una squadra che sta prendendo forma. È solo agosto, è solo un'amichevole: eppure a Perth si è intravisto qualcosa.
Ci sono sconfitte che pesano e sconfitte che si dimenticano appena finiscono. Quella di Perth appartiene alla seconda categoria, e va bene così. Perché l'Optus Stadium, a dodicimila chilometri dal Barbera, non era il posto dove misurare i sogni di una stagione, ma dove cominciare a costruirli. La Juventus passa 2‑0, chiude la sua tournée australiana con un successo, e il Palermo torna negli spogliatoi con quella strana serenità di chi ha perso ma ha capito qualcosa di sé.
È l'ultimo atto del Calcio Italiano, il festival che ha portato a Perth alcune delle squadre più celebri d'Italia. Per i rosanero è il capitolo finale di un viaggio iniziato tra le Dolomiti e finito dall'altra parte del pianeta: tre settimane di ritiro, chilometri nelle gambe, e ora il confronto con una big di Serie A davanti a uno stadio pieno. Non un test qualunque.
La partita racconta quello che deve raccontare un'amichevole di inizio agosto. La Juventus ha più brillantezza nei piedi, trova due gol e gestisce. Il Palermo prova a stare nella gara con ordine, senza strafare, alternando buone trame a momenti in cui si vede tutta la fatica di una preparazione ancora nel pieno del suo lavoro. Ma la squadra di Inzaghi non si nasconde, non rinuncia a giocare, non consegna mai la partita agli avversari.
Le indicazioni che contano
Il risultato, in queste settimane, è la cosa meno importante. Contano le facce, i minuti, gli automatismi che nascono. E allora Perth diventa un piccolo laboratorio: i volti nuovi arrivati in estate mettono benzina nelle gambe, i più esperti fanno da guida, il gruppo prova a trovare la sua identità dopo l'addio ai playoff di maggio. Contro una Juventus non è mai facile, ma il Palermo ci prova con dignità, e in certi frangenti riesce persino a mettere la testa fuori.
Quattro giorni prima, sempre in Australia, i rosanero avevano piegato 2‑0 il Melbourne, altra squadra della galassia City Group. Un successo e una sconfitta, in una tournée che valeva soprattutto come esperienza: viaggiare insieme, allenarsi lontano da casa, cementare uno spogliatoio che a fine agosto dovrà essere pronto a fare sul serio.
Ora la valigia si richiude e si torna in Italia. Il campionato è dietro l'angolo, con la sua fame di riscatto e il ricordo ancora vivo di una promozione sfiorata. Perth resterà una cartolina: la Juve ha vinto, sì, ma il Palermo è uscito dal campo con l'aria di chi sa dove vuole andare. E a volte, ad agosto, è già abbastanza.