C'è un momento, dentro l'ultimo minuto di recupero, in cui tutto il Palermo sta in un pallone che schizza fuori da una mischia. Nessuno lo controlla, nessuno lo comanda. Lo raccoglie Tommaso Augello, che non ci pensa nemmeno un istante: sinistro all'angolino, rete. E poi la corsa verso il settore ospiti, con gli occhi lucidi, davanti a quei siciliani che hanno attraversato mezza Italia per starci dentro fino alla fine.
Arezzo-Palermo 3‑2 per i rosanero. Sei punti su sei. Due vittorie nelle prime due giornate: non succedeva dal campionato 1964‑65, sessantun anni fa.
Due gol avanti, e sembrava tutto facile
Inzaghi conferma il 4‑2‑3‑1 e cambia due pedine rispetto all'esordio: Pierozzi riprende la fascia destra dopo la squalifica, Strefezza parte titolare per la prima volta in rosanero. In porta la prima da titolare di Perin.
Il Palermo entra in campo con l'aria di chi sa quello che deve fare. Ritmi alti, possesso, campo aggredito. Un gol di Segre viene annullato dopo un'azione corale bellissima, ma al 21' arriva quello buono: la palla viaggia da Augello a Bani a Hernani, e in fondo alla catena c'è Dennis Johnsen che la mette dentro. Secondo gol in due partite per l'ex Cremonese.
Poi però l'Arezzo si sveglia, e scopre di non essere affatto la neopromossa da manuale. La squadra di Bucchi pressa alto, allarga il gioco sugli esterni, prende confidenza minuto dopo minuto. Nel finale di tempo il Palermo trema due volte: Ionita non spinge in porta il traversone di Righetti da due passi, e al 44' Segre stende Renzi in area — rigore che l'arbitro non concede.
Ranocchia colpisce, l'Arezzo rimonta
La ripresa comincia con l'Arezzo che continua a spingere, ma è il Palermo a trovare il colpo del campione: al 55' Filippo Ranocchia prende la mira da fuori e infila il destro sotto l'incrocio. 0‑2, e la partita sembra chiusa.
Non lo è. Al 60' l'Arezzo accorcia: cross di Tavernelli, incornata di Cianci con la difesa rosanero ferma a guardare. 1‑2, e il Città di Arezzo si accende.
Tra il 60' e il 70' il Palermo ha in mano il pallone del 1‑3 — Segre prima, Giasy poi — e lo spreca due volte. La punizione arriva puntuale: al 74' ci prova Tavernelli, la deviazione mette fuori causa Perin, 2‑2. Il vantaggio è evaporato, e in tribuna ospiti si comincia a fare il conto dei rimpianti.
Il cuore, l'ingrediente che serviva
L'ultimo quarto d'ora è un assedio rosanero. L'Arezzo si difende, il Palermo schiaccia, il pareggio sembra scritto. E invece al 90'+4 succede quello che succede: la seconda palla che finisce sul sinistro di Augello, il tiro all'angolino, il 3‑2.
Non è stata una bella partita, non nel senso in cui si dice di solito. È stata una partita di Serie B, con tutto quello che significa: il fango, le sbavature, un avversario che non molla mai. Il Palermo ha vinto perché ci ha messo la testa quando serviva e il cuore quando la testa non bastava più.
Sei punti, primo posto in coabitazione. E la sensazione, chiarissima, che di serate così ce ne saranno parecchie altre.
Arezzo-Palermo 2‑3 Marcatori: Johnsen (21'), Ranocchia (55'), Cianci (60'), Tavernelli (74'), Augello (90'+4')
Arezzo (4‑3‑3): Nunziante; Illanes, Renzi, Gilli, Sala; Ionita (C), Arena, Iaccarino; Righetti, Cianci, Tavernelli. All. Bucchi.
Palermo (4‑2‑3‑1): Perin; Pierozzi, Bani (C), Ceccaroni, Augello; Segre, Ranocchia; Strefezza, Hernani, Johnsen; Pohjanpalo. All. Inzaghi.