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Serie B

Il Partenio ferma la capolista: Johnsen risponde a Cheddira, Fortin tiene in piedi il Palermo

Finisce 1‑1 al Partenio-Lombardi, davanti a undicimilasettecento persone che non si siedono mai. Cheddira entra al 56' e al 60' punisce il Palermo; Johnsen, entrato un minuto prima del gol avversario, pareggia al 63'. Poi è tutta Avellino, e in mezzo c'è Mattia Fortin: nel recupero salva due volte e si porta a casa il punto che tiene i rosanero imbattuti. Primo pareggio stagionale, quota 10, Mantova appaiato in vetta.

Video: DAZN Italia · YouTube

Ci sono partite che si capiscono dall'elenco degli assenti. Quello di oggi era lungo: Perin, Hernani, Strefezza. Tre titolari fuori alla vigilia della trasferta più calda del girone d'andata, con il Partenio-Lombardi pieno — 11.714 persone — e una squadra, l'Avellino di Nesta, che ha aspettato tutta la settimana l'occasione di mettersi in mezzo alla strada della capolista.

Finisce 1‑1. E la sensazione, uscendo, è che sia un punto guadagnato più che due persi.

Il primo tempo che il Palermo comanda senza mordere

I primi venti minuti sono rosanero. Palla che gira, Avellino schiacciato, due squilli veri: al 3' Ranocchia calcia dal limite e la difesa mura, al 4' Vavassori raccoglie un rimpallo in area dopo il cross di Augello e trova il destro, ma Martinelli c'è. È il Palermo che conosciamo, quello che prende il campo e aspetta che si apra una fessura.

La fessura non si apre. E intorno alla mezz'ora la partita gira: l'Avellino alza il baricentro, comincia a respirare, e il Barbera improvvisamente sembra lontanissimo. Al 35' Bani stende Russo lanciato in contropiede e si prende il giallo. Al 37' arriva il momento che vale la prima frazione intera: punizione di Palumbo — l'altro Palumbo, quello biancoverde — e incornata di Pandolfi; Fortin vola e manda in angolo. Il portiere che oggi è terzo nelle gerarchie di Inzaghi tiene lo 0‑0 con una parata da titolare.

Si va al riposo senza reti, dopo quattro minuti di recupero. L'Avellino ci ha creduto più del Palermo.

Quattro minuti che ribaltano tutto, due volte

Al 56' Nesta toglie Pandolfi e mette Walid Cheddira. Tre minuti dopo Inzaghi risponde a sua volta: fuori Gyasi e Segre, dentro Johnsen ed Estevez. Le due panchine si guardano, e in quattro minuti decidono la partita.

Al 60' è Russo a inventare: azione personale sulla destra, Bani saltato, palla a rimorchio. Cheddira non sbaglia mai da lì. 1‑0, e il Partenio esplode.

Il Palermo però stavolta non si accartoccia. Al 63' la palla arriva a Pohjanpalo dentro l'area avellinese — in una mischia che le cronache raccontano in modi diversi — e il finlandese la smista a Dennis Johnsen, in campo da quattro minuti. Destro piazzato, angolo lontano, Martinelli immobile. 1‑1. Come alla prima di campionato, quando il suo lampo al quinto minuto aveva piegato la Juve Stabia: ci sono giocatori che hanno il dono del momento giusto, e il norvegese stavolta ce l'ha avuto entrando a partita rotta.

Il finale: Izzo salva l'Avellino, Fortin salva il Palermo

Il quarto d'ora dopo il pari è il migliore della partita. Al 67' Estevez prova da fuori e ci manca poco. Poi il cooling break spezza il ritmo, e all'81' arriva l'occasione che avrebbe cambiato la classifica: contropiede rosanero quattro contro due, la palla che attraversa l'area, e Izzo che la toglie dalla porta di testa con un intervento che vale un gol.

Da lì in avanti è assedio. Inzaghi ha già speso i cambi — Gomes per Ranocchia e Gabrielloni per Pohjanpalo al 76', Pierozzi per Cassandro all'87' — e l'Avellino butta dentro Sounas, Sala e Biasci. Nei quattro minuti di recupero il Partenio ci crede davvero: al 93' Besaggio serve Cheddira, destro di prima intenzione, Fortin respinge; sulla ribattuta arriva Biasci, e Fortin c'è di nuovo. Due volte in dieci secondi.

Triplice fischio di Doveri. Un punto per uno, e per il portiere di riserva del Palermo una domenica che si ricorderà.

Cosa resta

Resta l'imbattibilità: quattro giornate, tre vittorie e un pareggio, 10 punti. Resta però anche il Mantova, che intanto ha battuto 2‑0 la Sampdoria e si è preso la vetta in comproprietà. E resta la sensazione che questa squadra, quando le tolgono tre uomini e la mandano in un campo così, non abbia ancora la cattiveria per portare a casa tre punti comunque — la stessa cosa che ci siamo detti in troppe primavere.

Ma c'è il rovescio, ed è quello che conta a settembre: il Palermo è andato sotto in trasferta, davanti a quasi dodicimila persone ostili, e ha pareggiato in tre minuti. L'anno scorso, una partita così, la perdevamo.

Domenica 19 settembre si torna al Barbera, arriva il Padova. E stavolta gli assenti, si spera, saranno di meno.