Video: Lega B · YouTube
C'è una partita in cui il Palermo è sotto di due gol, una in cui la ribalta in sedici minuti e una terza in cui se la vede strappare dalle mani a dieci dalla fine. Si sono giocate tutte e tre stasera, all'Arena Garibaldi, in un mercoledì sera da tutto esaurito. Il conto finale dice Pisa 3, Palermo 3. Il cuore, a seconda di come lo guardi, dice un punto perso o un punto guadagnato.
Noi lo guardiamo così: era 2‑0 all'intervallo, ed è finita in piedi.
Un primo tempo da dimenticare
Inzaghi fa turnover, come si fa in una settimana da tre partite. Davanti a Perin la linea è Pierozzi, Bani, Peda e Augello; in mezzo Mazzitelli, Estévez e Ranocchia; davanti Gyasi e Johnsen alle spalle di Pohjanpalo. Restano fuori dall'inizio Hernani e Vavassori, i due uomini più in forma del momento. Il Pisa di Paolo Bianco si mette a tre dietro, spinge sulle fasce con Zanon e Leris e cerca subito Pittarello.
E lo trova. Il Palermo si affaccia una volta sola, al 18', con un colpo di testa di Gyasi che vola sopra la traversa; per il resto sono i nerazzurri a fare la partita. Al 26' Zanon scappa sulla destra e mette in mezzo, Pittarello anticipa tutti e batte Perin: il VAR controlla la posizione di partenza dell'esterno e convalida. 1‑0.
Poco dopo la mezz'ora la serata si complica anche in infermeria: Bani si ferma per un problema muscolare e lascia il posto a Magnani. Al 34' Ranocchia prova a scuotere i suoi, Confente para in due tempi. Al 40' arriva il raddoppio: corner di Marras, spizzata di Bozhinov sul secondo palo e ancora Pittarello, di nuovo lui, a spingerla dentro. 2‑0. Si va negli spogliatoi con i rosanero che non hanno mai trovato la porta con convinzione e con la sensazione di essere arrivati a Pisa con la testa ancora alla Carrarese.
Sedici minuti di furore
Inzaghi non aspetta. Fuori Ranocchia e Gyasi, dentro Hernani e Vavassori, e la partita cambia faccia nel giro di un quarto d'ora.
Al 53' Johnsen si accentra e calcia, il pallone sbatte su Zanon e cambia traiettoria quanto basta per spiazzare Confente: 2‑1, sesto gol in campionato per il norvegese. Quattro minuti dopo, su un pallone messo in mezzo da Hernani nasce una mischia furibonda e il più lesto è Peda, che da difensore centrale trova il 2‑2. L'arbitro Chiffi aspetta il VAR per un possibile tocco di mano, poi indica il centro. L'Arena ammutolisce, il settore ospiti no.
C'è un momento di paura al 62', quando Pierozzi resta a terra dopo un contrasto con Pittarello e lascia il campo in barella con un problema alla spalla sinistra: al suo posto Cassandro. Ma il Palermo è lanciato. Al 69' una sponda di testa in area trova Vavassori, che con la sua solita fame di area piccola la mette dentro. 2‑3. In sedici minuti da 2‑0 a 2‑3: è la rimonta di una squadra che sa di essere prima.
La beffa di Marras
Bianco risponde con un triplo cambio: dentro Petagna, Rao e Vural. Il Pisa si riversa in avanti, Perin dice di no ad Angori al 73', poco dopo è proprio Angori a sfiorare l'autogol sul palo della sua porta. Il Palermo avrebbe lo spazio per colpire in contropiede, ma non trova il colpo del ko.
E allora all'80' arriva il conto. Rao parte in ripartenza sulla sinistra e mette basso in mezzo, Moreo fa velo e Marras calcia di prima, rasoterra, dove Perin non arriva. 3‑3. Inzaghi richiama Pohjanpalo e mette Ceccaroni, a dire che il punto ora va difeso. Sette minuti di recupero, un tiro al volo di Estévez sopra la traversa all'89', un ultimo tentativo di Marras da lontano che si perde alto. Poi il fischio.
Nove giornate senza perdere
Sul pullman verso Palermo si porteranno dietro due sentimenti. Il rammarico, perché una partita ribaltata in trasferta va chiusa, e perché il primo tempo è stato il peggiore della stagione. E l'orgoglio, perché sotto di due gol, con due infortunati e sul campo di una concorrente diretta per i piani alti, questa squadra non ha mai smesso di crederci.
La classifica, del resto, sorride lo stesso. Il Palermo sale a 23 punti: sette vittorie e due pareggi in nove giornate, ancora nessuna sconfitta, 21 gol fatti e 11 subiti. Il Modena vince 2‑1 a Vicenza con Belotti e Ambrosino ed è secondo a 19; l'Ascoli batte 2‑0 la Sampdoria e sale a 18; il Mantova cade in casa 0‑2 contro la Cremonese e resta a 17. Il vantaggio sulla seconda passa da cinque a quattro punti, ma la vetta resta saldamente rosanero.
Adesso servono notizie dall'infermeria, perché Bani e Pierozzi sono due pezzi della difesa e il calendario non concede respiro: domenica 1° novembre alle 19:30 al Barbera arriva il Vicenza. Tre giorni per recuperare le gambe, e per ricordarsi che il secondo tempo di stasera è il Palermo vero.