A Reggio un pari che sa di playoff: la promozione diretta sfuma, ora serve diventare cattivi

Redazione LBS

Il Palermo torna da Reggio Emilia con un pareggio che muove la classifica, ma soprattutto sposta definitivamente il discorso: la promozione diretta non è più un treno da inseguire, adesso bisogna preparare i playoff con la testa giusta. E possibilmente con meno regali, perché in Serie B i regali non li scarta nessuno: te li tirano direttamente in faccia.

Contro la Reggiana finisce 1-1 una partita scorbutica, nervosa, di quelle in cui il Palermo avrebbe dovuto imporre il proprio peso tecnico e invece si ritrova subito costretto a rincorrere. I rosanero partono senza la ferocia necessaria e al 21’ la Reggiana passa con Lambourde, bravo a colpire e a mettere la gara sul piano preferito dai padroni di casa: intensità, duelli, ripartenze, confusione controllata.

Il Palermo però ha il merito di non sbandare troppo a lungo. La risposta arriva dopo pochi minuti, con Antonio Palumbo che rimette il risultato in equilibrio al 31’. Un gol importante, non solo per il tabellino: è il segnale di una squadra che, pur non brillando, resta dentro la partita. E questo va riconosciuto, perché in trasferte così basta poco per trasformare una giornata storta in una frittata completa. Qui almeno le uova sono rimaste nel paniere, anche se qualcuno ha rischiato di sedercisi sopra.

Dopo l’1-1, però, il Palermo non riesce a fare davvero il salto di qualità. La gara resta aperta, spigolosa, con la Reggiana che gioca con l’urgenza di chi deve salvarsi e i rosanero che sembrano troppo spesso a metà strada tra il voler vincere e il voler gestire. Il problema è tutto lì: quando sei il Palermo, quando hai certi uomini e certe ambizioni, non puoi accontentarti di “stare nella partita”. Devi provare a dominarla.

Nella ripresa il copione non cambia abbastanza. Il Palermo ha momenti di controllo, ma non dà mai la sensazione netta di poter azzannare la gara. La Reggiana resta viva, anche quando rimane in dieci per l’espulsione di Papetti nel finale. Anzi, proprio lì arriva il brivido più grande: il gol granata del possibile 2-1, cancellato dal VAR per fuorigioco. Una di quelle situazioni che ti fanno capire quanto sia sottile il confine tra un pareggio da analizzare e una sconfitta da processare.

Alla fine resta un punto. Non un disastro, ma nemmeno una prova da ricordare. Il Palermo evita la caduta, ma non trova lo scatto. E in questa fase della stagione lo scatto vale più del possesso palla, più delle buone intenzioni e più delle conferenze stampa rassicuranti.

Le conseguenze in classifica

Il pareggio di Reggio Emilia chiude di fatto il discorso promozione diretta. Il secondo posto diventa irraggiungibile e il Palermo deve cambiare immediatamente obiettivo mentale: non più rincorsa al piazzamento automatico, ma costruzione feroce del percorso playoff.

E qui non bisogna girarci troppo attorno. La stagione resta viva, vivissima, ma entra in un’altra dimensione. Il Palermo non può più permettersi mezze partite, mezzi approcci, mezze cattiverie. Nei playoff non conta quanto sei bello sulla carta, conta quanto sai essere sporco, lucido e spietato quando il pallone pesa il triplo.

La buona notizia è che i rosanero hanno qualità, esperienza e profondità per giocarsela con chiunque. La cattiva è che, troppo spesso, questa squadra sembra ricordarselo solo a tratti. A Reggio si è visto un Palermo capace di reagire, ma non abbastanza feroce da prendersi tutta la posta. E questa differenza, nelle partite che verranno, sarà enorme.

Il quarto posto resta una base importante, perché consente di guardare ai playoff da una posizione favorevole. Ma guai a trasformarlo in una coperta calda. Il Palermo deve usarlo come vantaggio competitivo, non come cuscino su cui addormentarsi.

Da oggi la parola d’ordine è una sola: prepararsi. Prepararsi fisicamente, mentalmente, tatticamente. Perché la Serie A adesso passa da una porta stretta, piena di gomiti, nervi e dettagli. E se il Palermo vuole attraversarla, deve smettere di bussare con educazione.

Deve sfondarla.