Monza, altra mazzata al Palermo: 3-0 senza appello e la promozione diretta torna a farsi lontana

Redazione LBS

Il Palermo cade male, malissimo, a Monza. Finisce 3-0 all’U-Power Stadium, con le firme di Petagna al 18’, Ciurria al 63’ e Colombo all’88’, in uno scontro diretto che pesava tantissimo e che i rosanero hanno sbagliato quasi in tutto quello che conta davvero: gestione, tenuta, cattiveria nei momenti chiave. 

Cronaca della gara

E dire che l’approccio non era stato nemmeno da squadra impaurita. La Lega B racconta un Palermo partito forte, capace nei primi 15 minuti di costruire pressione e conquistare cinque calci d’angolo, ma al primo vero affondo il Monza ha colpito subito: corner corto di Ciurria, scambio con Cutrone e pallone in mezzo per Petagna, che ha sorpreso Joronen per l’1-0. Da lì la partita si è spostata dove voleva il Monza: meno bella, più sporca, ma tremendamente più concreta. 

Il dato che fa arrabbiare ancora di più è che il Palermo ha prodotto tanto in volume, ma pochissimo in peso specifico. Sky registra 58,4% di possesso, 19 tiri totali, 10 calci d’angolo e perfino una traversa, contro i 7 tiri del Monza. Però il calcio non premia chi riempie il tabellino delle intenzioni: premia chi trasforma gli episodi in gol, e da questo punto di vista i brianzoli hanno impartito una lezione severa. 

Nella ripresa il copione è peggiorato. Il Palermo ha provato a restare dentro la partita, ma il Monza ha avuto il merito di non scomporsi mai e di colpire ancora con Ciurria al 63’. Nel finale, con i rosanero ormai sfilacciati, è arrivato anche il sigillo di Colombo all’88’, che ha trasformato una sconfitta pesante in una batosta piena.

Le conseguenze: il vero problema sono gli scontri diretti

Il punto non è soltanto il 3-0, già di per sé indigesto. Il punto è che questo è l’ennesimo passo falso negli scontri diretti, ed è qui che la corsa alla promozione diretta del Palermo si è complicata sul serio. Dopo questa 30ª giornata, i rosanero sono rimasti quarti, a -2 dal Frosinone e a -6 dal Monza, mentre il Venezia è rimasto capolista con 64 punti, appena uno sopra i brianzoli. 

La fotografia fa male anche guardando gli incroci con le altre big. Col Monza il Palermo ha perso due volte su due, entrambe per 3-0: all’andata al Barbera e al ritorno in Brianza. Col Frosinone ha raccolto due pareggi, 0-0 e 1-1. Col Venezia, almeno fino a quel momento, era arrivato solo uno 0-0. In pratica: contro le squadre che si stanno giocando davvero i primi due posti, il Palermo ha lasciato per strada troppi punti e, peggio ancora, ha dato troppo spesso la sensazione di non riuscire a spostare il livello quando il tavolo scotta.

Ed è questo il nodo. Per salire direttamente non basta battere le squadre medie o fare il compitino. Serve alzare la voce negli scontri che cambiano la classifica. A Monza, invece, il Palermo ha fatto ancora una volta la figura della squadra che arriva al grande appuntamento con il vestito giusto ma senza i denti. Tanto palleggio, tanti numeri, poca ferocia. E in Serie B, quando il traguardo è la A senza passare dalle forche caudine dei playoff, questa è una colpa pesantissima.

Per LBS il verdetto è netto: non è solo una sconfitta, è un segnale. La promozione diretta non era ancora scappata al 14 marzo 2026, ma da Monza in poi è diventata una rincorsa molto più stretta, molto più sporca, e molto meno nelle mani del Palermo. E quando perdi così uno scontro diretto, il problema non è il risultato: è il sospetto sempre più forte che, contro le vere rivali, questa squadra non sia ancora stata all’altezza del suo stesso obiettivo.