Palermo, il 2‑2 che sa di ricaduta: con la Juve Stabia riemergono tutte le scorie di Monza
Redazione LBS 17 marzo 2026
Il Palermo non perde, ma esce dal Barbera con una sensazione forse ancora più fastidiosa della sconfitta: quella di una squadra che, dopo il tonfo di Monza, non è riuscita a rimettersi davvero in piedi. Contro la Juve Stabia finisce 2‑2, in una gara della 31ª giornata giocata il 17 marzo 2026, e il dato che resta non è soltanto il risultato. Restano soprattutto i segnali: fragilità mentale, approccio sbagliato, rimonta costruita e poi immediatamente sciupata. Le reti portano la firma di Leone su rigore, Pohjanpalo ancora dal dischetto, Bani e Mosti.
La partita si era messa subito male, quasi come se il Palermo fosse entrato in campo ancora con la testa a Monza. Dopo pochi minuti la Juve Stabia ha trovato il vantaggio con il rigore trasformato da Leone, nato da un avvio rosanero molle e poco lucido. Il Palermo ha provato a reagire, ha prodotto, ha spinto, ma nel primo tempo ha dato l’impressione di essere una squadra nervosa, che voleva rimettere tutto a posto di forza più che con ordine. Il pareggio è arrivato solo al 60’ con Pohjanpalo dal dischetto, poi al 65’ Bani ha completato la rimonta facendo esplodere il Barbera. Sembrava il momento della liberazione, invece è stato soltanto un lampo: al 73’ Mosti ha rimesso tutto in equilibrio, certificando che questo Palermo sa colpire, ma in questo momento sa anche farsi male da solo.
Ed è qui che il pareggio diventa deludente davvero. Perché non è un semplice incidente di percorso: è il seguito diretto della serata di Monza. Dopo il 3‑0 subito nello scontro diretto il Palermo avrebbe dovuto rispondere con rabbia, compattezza, faccia sporca. Invece ha risposto a metà. Ha confermato di avere qualità per riprendere la gara, ma anche una preoccupante incapacità di blindarla emotivamente e tatticamente quando gira finalmente dalla sua parte. È questa la vera scoria del dopo Monza: non tanto la stanchezza, quanto il tarlo mentale che si infila nelle partite e le sporca nei momenti chiave.
Anche la classifica, inevitabilmente, pesa. Dopo questa 31ª giornata il Palermo resta quarto a 58 punti; davanti corrono Venezia e Monza, mentre il Frosinone allunga al terzo posto, portandosi a quattro lunghezze di distanza dai rosanero. Un pareggio casalingo contro la Juve Stabia, per una squadra che inseguiva la promozione diretta, è quindi molto più di un mezzo passo falso: è un’altra occasione lasciata lì, sul tavolo, mentre le altre si muovono.
Il punto, allora, non è fare processi sommari. Il punto è dirsi la verità: quanto di buono costruito fin qui non è ancora stato dilapidato, ma il Palermo ha iniziato a giocare con il fuoco. Perché le stagioni non si buttano via in una sera sola; si buttano via quando una delusione ne chiama un’altra, quando uno scontro diretto perso si trascina dietro paura, frenesia e altri punti persi. Contro la Juve Stabia si è visto proprio questo. E in Serie B, quando cominci a tremare nelle partite che devi portare a casa, il campionato ti presenta il conto senza pietà.
Redazione LBS
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