Palermo, pari amaro a Frosinone: un punto che sa di beffa

Redazione LBS

Il Palermo esce dallo Stirpe con un 1-1 che lascia addosso più rabbia che soddisfazione. Finisce pari, è vero, ma è uno di quei pareggi che stanno stretti, strettissimi, perché sul campo i rosanero hanno dato la sensazione di essere più squadra, più lucidi, più maturi di un Frosinone che continua a viaggiare a ritmi altissimi e che anche quest’anno sta costruendo un campionato fuori misura. Alla fine decidono tutto i gol nel finale: prima Calò porta avanti i ciociari, poi Ranocchia rimette in piedi la partita all’87’ e salva almeno un punto che tiene acceso il motore della rincorsa.

Cronaca della gara

La sensazione, per larghi tratti della partita, è stata netta: il Palermo non era venuto a Frosinone per sopravvivere, ma per comandare. La squadra di Inzaghi ha giocato con personalità, ha tenuto bene il campo e ha affrontato una diretta concorrente senza alcun complesso. In una sfida pesante, di quelle che possono indirizzare una stagione, i rosanero hanno risposto presente sotto il profilo del carattere e dell’organizzazione, facendo vedere cose migliori rispetto agli avversari.

Poi, però, il calcio sa essere spietato e quasi offensivo. Quando sembrava che il Palermo potesse anche trovare il colpo grosso, è arrivata la doccia gelata: al 75’ Calò ha trovato il vantaggio del Frosinone, spostando all’improvviso inerzia e risultato dalla parte dei padroni di casa. Un colpo durissimo, anche perché arrivato dentro una gara in cui i rosa avevano concesso poco e dato l’impressione di poterla portare a casa.

E qui, però, va riconosciuto un merito enorme al Palermo: non si è sbriciolato. Non si è fatto travolgere dal nervosismo, non ha alzato bandiera bianca, non ha accettato l’ingiustizia sportiva di una sconfitta immeritata. Ha continuato a crederci e ha trovato all’87’ il gol di Ranocchia, quello che ha rimesso tutto in equilibrio e che ha evitato una punizione eccessiva per quanto visto in campo. Il pareggio finale, per come è maturato, racconta la tenacia dei rosanero; ma per come si è sviluppata la gara, racconta soprattutto una vittoria mancata.

Le conseguenze sulla classifica

La classifica dice che il Frosinone resta davanti a quota 69 punti e il Palermo insegue a 65 dopo 34 giornate, con Venezia capolista a 72 e il Monza lì a giocarsi tutto nelle zone altissime. Quindi sì, il pareggio muove la classifica e tiene i rosanero pienamente dentro il discorso promozione, ma lascia anche il retrogusto amaro dell’occasione solo mezza colta. Battere il Frosinone avrebbe significato accorciare con violenza e mandare un messaggio chiarissimo al campionato.

Resta però un dato che i tifosi del Palermo devono tenersi stretto: contro una delle squadre più continue e sorprendenti della Serie B, i rosanero si sono dimostrati superiori sul piano della prestazione. E questo, nella volata finale, conta eccome. Perché i punti pesano, ma pesa anche capire chi arriva al momento decisivo con più gambe, più idee e più convinzione. Il Palermo, da Frosinone, torna con un solo punto ma con una certezza in più: se gioca così, può guardare in faccia chiunque. Il rammarico è enorme, certo. Ma dentro quel rammarico c’è anche una verità che conforta: la promozione diretta non è un sogno campato in aria, è un obiettivo ancora vivo.