Palermo, contava solo vincere: 2-0 all’Avellino e la corsa promozione torna viva

Redazione LBS

Il Palermo batte 2-0 l’Avellino al Barbera il 5 aprile 2026 e si rimette dritto sulla strada che conta davvero: quella della lotta per salire. Decidono i gol di Palumbo al 12’ e di Ranocchia all’82’, in una partita resa più gestibile anche dall’espulsione di Izzo al 42’. Non è stata una prestazione da stropicciarsi gli occhi, ma a questo punto della stagione la differenza la fanno i tre punti, non i ricami.

Cronaca della gara

Il Palermo l’ha indirizzata presto, con Palumbo bravo a colpire già al 12’ e a dare alla serata il binario giusto. Da lì in poi i rosanero hanno fatto il loro, senza esagerare sul piano dello spettacolo ma mantenendo il controllo di una gara che l’Avellino non è mai riuscito davvero a ribaltare. Il rosso a Izzo nel finale di primo tempo ha ulteriormente spostato l’inerzia dalla parte degli uomini di Inzaghi, che nella ripresa hanno avuto il merito di non complicarsi la vita e di chiudere i conti con Ranocchia all’82’. In sintesi: partita concreta, sporca il giusto, amministrata da squadra che aveva bisogno soprattutto di tornare a mordere.

Considerazioni: più del bel gioco, oggi vale il segnale

La verità è semplice: nel momento in cui il campionato entra nella fase in cui si tirano le somme, questo 2-0 pesa più per ciò che dice che per come è arrivato. Dice che il Palermo è ancora lì. Dice che, anche senza una prova scintillante, questa squadra sa ancora fare il suo dovere. E dice soprattutto che i rosanero non hanno alcuna intenzione di uscire dal discorso promozione. Dopo 34 giornate il Palermo è quarto con 65 punti, dietro Venezia a 72 e Monza e Frosinone a 69: il distacco non è banale, ma è ancora una classifica che impone di crederci, non di alzare bandiera bianca.

È questo il punto: al netto della prestazione, il Palermo è tornato sui binari giusti. Non serviva una lezione di calcio, serviva una risposta. Ed è arrivata. Perché quando il pallone pesa, quando la pressione cresce e quando il margine d’errore si assottiglia, vincere anche senza incantare è spesso il tratto delle squadre che vogliono davvero restare attaccate al treno che porta in alto. Il Palermo non ha ancora risolto tutti i suoi difetti, ma contro l’Avellino ha rimesso al centro la cosa più importante: la sostanza. E in primavera, per chi sogna la Serie A, la sostanza vale oro.